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Vena
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Una mwbwvena, in mwcaanatomia, è un mwcqvaso sanguigno che conduce il mwcgsangue verso il mwcwcuore. La maggior parte delle vene trasporta il sangue privo di ossigeno (o meglio, con una concentrazione minore di ossigeno) dai tessuti al cuore, con l'eccezione delle mwdavene polmonari e delle mwdqvene ombelicali, che trasportano il sangue ossigenato verso il cuore. Sono mwdgvene anche quei vasi che costruiscono un proprio distretto vascolare: come ad esempio i vasi del mwdwsistema portale enterico e il sistema portale mweaipofisario. Le mweqarterie invece sono i vasi che portano il sangue ossigenato dal cuore ai tessuti. Le vene sono dotate di una muscolatura meno spessa rispetto alle arterie e in genere si trovano più vicine alla pelle. Questi vasi sanguigni possono essere dotati di valvole per prevenire il reflusso sanguigno. Le vene contengono la maggior parte del volume sanguigno, circa il 60%.

Contents

Storia
Note

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Struttura

Le vene sono presenti in tutto il corpo, e possono essere classificate in diversi modiː superficiali o profonde, polmonari o sistemiche e grandi o piccole.

• Le mwfwvene superficiali sono quelle più vicine alla superficie del corpo e non sono accoppiate alle arterie.
• Le mwgqvene profonde si trovano più lontane dalla superficie corporea e sono accoppiate alle arterie.
• Le vene perforanti collegano le vene superficiali a quelle profonde, e di solito si trovano negli mwgwarti inferiori.cite-ref-1[1]
• Le mwiqvene polmonari rilasciano sangue ossigenato dai polmoni al cuore.
• Le vene sistemiche drenano i tessuti del corpo e trasportano il sangue deossigenato al cuore.

La maggior parte delle vene è dotata di valvole a "nido di rondine"" che hanno la funzione di impedire il reflusso del sangue nella direzione opposta. Le vene sono traslucide, quindi il loro colore è determinato in gran parte dal colore del mwjasangue venoso, che solitamente è rosso scuro a causa del basso contenuto di mwjqossigeno. Dall'esterno le vene ci appaiono blu perché il mwjggrasso sottocutaneo assorbe la luce a bassa mwjwfrequenza, permettendo alle mwkalunghezze d'onda blu di penetrare attraverso la vena per poi riflettere all'osservatore il colore blu. Il colore di una vena viene anche influenzato dalle caratteristiche della pelle di ciascun individuo, dalla quantità di ossigeno trasportata nel sangue e da quanto grandi e profondi siano i vasi.cite-ref-2[2]

Istologia

mwlwMicroscopicamente, le vene sono dotate di uno spesso strato esterno detto tonaca esterna o mwmatonaca avventizia, composto da mwmqtessuto connettivo. Lo strato intermedio, detto mwmgtonaca media, è formato da bande mwmwmuscolari lisce ed è in genere più sottile di quello delle arterie, dal momento che le vene non funzionano in modo mwnacontrattile e non sono soggette alle alte pressioni della mwnqsistole, come lo sono le arterie. L'interno delle vene è rivestito di mwngcellule endoteliali che formano la mwnwtonaca intima. La posizione delle vene varia molto più da persona a persona rispetto a quella delle arterie.cite-ref-3[3]

Sistema venoso

Le vene più grandi del corpo umano sono le mwpgvene cave, che entrano nell'mwpwatrio destro del cuore dall'alto e dal basso. La mwqavena cava superiore trasporta il sangue dalle braccia e la testa verso l'atrio destro del cuore, mentre la mwqqvena cava inferiore trasporta il sangue dalle mwqggambe e dall'mwqwaddome verso il cuore. La vena cava inferiore è mwraretroperitoneale e corre a destra, approssimativamente parallela all'mwrqaorta addominale lungo la mwrgcolonna vertebrale. Le vene cave sfociano in altre vene di medio calibro che a loro volta si diramano in vene più piccole, formando il mwrwsistema venoso.

Le mwsqvene polmonari portano sangue ossigenato dai polmoni al cuore. Le cave superiori e inferiori trasportano il sangue deossigenato dalla mwsgcircolazione sistemica superiore e inferiore.

Il mwtasistema venoso portale è composto da una serie di vene e mwtqvenule che collegano direttamente due letti mwtgcapillari, come ad esempio i vasi del mwtwsistema portale enterico e il sistema portale mwuaipofisario.

Le vene periferiche trasportano il sangue dagli arti, dalle mani e dai piedi.

Vene cardiache

Le vene cardiache hanno il compito di rimuovere il sangue dal mwvamuscolo cardiaco. Le mwvqvene coronariche portano il sangue con un basso livello di ossigeno dal mwvgmiocardio all'mwvwatrio destro. La maggior parte del sangue delle vene coronarie sfocia nel mwwaseno coronario. L'anatomia delle vene del cuore è variabile, ma generalmente sono presenti: la grande vena cardiaca, la vena cardiaca media, la piccola vena cardiaca, la vena posteriore del ventricolo sinistro e la mwwqvena di Marshall, le vene cardiache anteriori, le vene cardiache minori.

Funzioni

Nella mwxgcircolazione sistemica, le vene sono quei vasi che trasportano il mwxwsangue carico di mwyaanidride carbonica dalla periferia del corpo al cuore, mentre nella mwyqcircolazione polmonare portano il sangue ossigenato (detto mwygarterializzato) dai mwywpolmoni verso il cuore. Il sangue deossigenato che viene trasportato dai tessuti al cuore per essere ossigenato non è totalmente privo di ossigeno, ma ne ha una quantità considerevolmente inferiore rispetto a quello trasportato dalle arterie sistemiche o dalle vene polmonari.

Il sangue ossigenato viene pompato nelle arterie dal mwzqventricolo sinistro, per poi arrivare ai mwzgcapillari di muscoli e organi, dove avviene lo scambio di nutrienti e gas. Dopo aver raccolto i rifiuti cellulari e l'anidride carbonica il sangue viene convogliato attraverso vasi che convergono a formare le mwzwvenule, che confluiscono nelle vene più grandi. Il sangue deossigenato arriva nell'mwaaatrio destro del cuore, che trasferisce il sangue al mwaqventricolo destro, dove viene poi pompato attraverso le mwagarterie polmonari ai mwawpolmoni. Le mwbavene polmonari restituiscono il sangue ossigenato all'mwbqatrio sinistro, che si svuota nel ventricolo sinistro, completando il ciclo di circolazione sanguigna.

Il ritorno del sangue al cuore è assistito durante la mwbwrespirazione dalla mwcapompa muscolare e dalla mwcqpompa toracica. Stare in piedi o seduti per un periodo prolungato di tempo può causare un ritorno venoso che può comportare degli svenimenti. Normalmente gli svenimenti sono scongiurati dall'azione dei mwcgbarocettori presenti nei mwcwseni aortici, che attivano un baroriflesso da parte dell'mwdaangiotensina II e la mwdqnoradrenalina che a loro volta stimolano la mwdgvasocostrizione e aumentano la mwdwfrequenza cardiaca per riportare il mweaflusso sanguigno a livelli normali. Anche lo mweqshock neurogeno e mwegipovolemico può causare svenimenti. In questi casi, i muscoli lisci che circondano le vene si allentano e le vene si riempiono con la maggior parte del sangue nel corpo, mantenendo il sangue lontano dal cervello e causando perdita di coscienza. I piloti di jet indossano tute pressurizzate per aiutare a mantenere il ritorno venoso e la pressione sanguigna.

Le vene portali trasportano il sangue tra i letti capillari. Ad esempio, la mwfavena porta epatica prende il sangue dai letti capillari del tratto digestivo e lo trasporta nei letti dei capillari epatici. Il sangue viene poi drenato nel mwfqtratto gastrointestinale e nella mwfgmilza, dove viene assorbito dalle vene epatiche e viene riportato nel cuore. Questa è una funzione molto importante nei mwfwmammiferi, perciò un danno alla vena porta epatica può essere molto pericoloso. La coagulazione del sangue nella vena porta epatica può causare mwgaipertensione portale, che si traduce in una diminuzione di liquido ematico nel fegato.

Nel mwggfeto la mwgwvena ombelicale trasporta ossigeno e nutrienti dalla mwhaplacenta al mwhqfegato e da qui, attraverso la mwhgvena cava, al cuore.

Differenze tra arterie e vene

La differenza tra vene e arterie è la direzione di mwiqflusso (fuori dal cuore per le arterie, verso il cuore per le vene), non il contenuto di ossigeno del sangue trasportato.

Le vene hanno una struttura per lo più simile a quella delle arterie, solo che le arterie hanno pareti più robuste ed elastiche perché devono sopportare la forte pressione del sangue. Inoltre la grande differenza è che le vene possiedono delle valvole dette "a nido di rondine" che impediscono al sangue di rifluire (tornare indietro) per effetto della forza di gravità.

Le vene di tutti i distretti presentano una componente prevalentemente elastica della parete.

Le vene possono avere la medesima distribuzione delle arterie, decorrendo parallelamente a queste, come negli arti, oppure avere un'arborizzazione propria e differente, come nel mwjqfegato e nel mwjgcervello.

Fisiologia

Il mwrgsangue scorre nelle vene grazie a diversi fattori idraulici, quali la differenza di pressione tra i due capi del vaso, la contrazione delle pareti del vaso venoso, la pompa respiratoria nel tronco, la pompa muscolare negli arti, l'effetto della gravità, l'inestensibilità delle pareti dei mwrwseni venosi intracranici, la motilità delle mwsavalvole a nido di rondine e la pompa cardiaca.

Patologia

Insufficienza venosa

L'insufficienza venosa è il disturbo più comune del sistema venoso e si manifesta solitamente attraverso le mwtwvene varicose. Esistono diversi trattamenti, a seconda del tipo di vene del paziente e dell'esperienza del medico. Alcuni esempi sono l'ablazione termica endovenosa mediante mwuaradiofrequenza o laser, stripping della vena, flebectomia ambulatoriale, mwuqscleroterapia con schiuma, laser o compressione.

La mwuwsindrome postflebitica è l'insufficienza venosa che si sviluppa in seguito a mwvatrombosi venosa profonda.cite-ref-4[4]

Trombosi venosa profonda

La trombosi venosa profonda è una condizione in cui si forma un mwxqcoagulo sanguigno in una vena profonda. Si verifica di solito nelle vene delle gambe, ma anche nelle braccia. L'immobilità, il cancro, l'obesità, traumi e disturbi congeniti rendono più frequenti i coaguli e sono mwxgfattori di rischio per la trombosi venosa profonda. Questa patologia può causare un rigonfiamento dell'arto interessato e causare dolore ed mwxweruzioni cutanee. Nel peggiore dei casi, la trombosi può estendersi o si può verificare un distacco del coagulo, che arrivando ai polmoni causa l'mwyaembolia polmonare.

Il trattamento della trombosi venosa profonda dipende dalle sue dimensioni, dai sintomi e dai fattori di rischio. Generalmente si usa un mwyganticoagulante per prevenire la formazione di coaguli o per ridurre le dimensioni del coagulo.

Ipertensione portale

Le vene porte si trovano nell'addome e irrorano il mwzqfegato. L'ipertensione portale è associata a mwzgcirrosi, malattie del fegato, tumori, mwzwtubercolosi o ad altre condizioni come la mw0asindrome di Budd-Chiari. Quando la pressione aumenta nelle vena porta si sviluppa una circolazione collaterale che provoca la formazione di vene come le mw0qvarici esofagee.

Storia

La prima descrizione dell'mw1aapparato circolatorio conosciuta si trova nel mw1qPapiro Ebers (XVI secolo a.C.), un antico mw1gpapiro egiziano contenente oltre 700 ricette e rimedi, sia fisici sia spirituali. Il papiro riconosce la connessione del cuore alle arterie. Gli Egiziani pensavano che l'aria entrasse attraverso la bocca, nei polmoni e nel cuore per poi passare in tutto il corpo attraverso le mw1warterie. La descrizione dell'apparato circolatorio riportata in questo papiro, seppur errata, rappresenta uno dei primi esempi di mw2apensiero scientifico.

Nel sesto secolo a.C. in mw2gIndia il medico mw2wayurvedico mw3aSushruta aveva ipotizzato la circolazione dei fluidi vitali attraverso le arterie del corpo, descritte come "canali".cite-ref-5[5]

Le valvole del cuore sono state scoperte da un medico della scuola di mw4gIppocrate intorno al IV secolo a.C. che però non ne comprese la funzione. Visto che il sangue si accumula nelle vene dopo la morte, le arterie sembrano vuote, quindi gli antichi anatomisti pensavano che fossero adibite al trasporto dell'aria.

Il medico greco mw5aErofilo è stato il primo a distinguere le vene dalle arterie, mentre l'anatomista greco mw5qErasistrato, dopo aver osservato che dalle arterie recise usciva il sangue, pensava che potesse passare nelle arterie tramite piccoli vasi. In pratica aveva ipotizzato una circolazione al contrario.cite-ref-6[6]

Nel II secolo d.C., il medico greco mw6wGaleno sapeva che i vasi sanguigni trasportavano il sangue e distingueva il sangue venoso da quello arterioso, attribuendo a ciascuno funzioni distinte. Secondo Galeno la crescita e l'energia derivano dal sangue venoso creato nel mw7afegato, mentre il sangue arterioso contiene aria ed è originato nel cuore.

Nel 1025, il mw7gCanone della medicina del medico persiano mw7wAvicenna aveva accettato la nozione greca riguardante l'esistenza di un buco nel mw8asetto ventricolare attraverso il quale il sangue passava tra i ventricoli. Avicenna aveva anche fornito una spiegazione corretta sulla pulsazione.cite-ref-7[7]

Nel 1242, il medico arabo Ibn al-Nafis è stata la prima persona a descrivere accuratamente il processo di circolazione polmonare,cite-ref-8[8] ipotizzando anche la presenza dei capillari.cite-ref-9[9]

mwaqqMichele Serveto è stato il primo europeo a descrivere la circolazione polmonare nel mwaquManoscritto di Parigi del 1546, che non è stato mai pubblicato.cite-ref-10[10]cite-ref-11[11] La sua descrizione è stata pubblicata successivamente nel trattato mwaq4teologico mwaq8Christianismi Restitutio. Sono sopravvissute solo tre copie del libro, che sono rimaste nascoste per decenni, le restanti sono state bruciate dopo la pubblicazione nel 1553 a causa delle persecuzioni contro Serveto da parte delle autorità religiose. Colui che ha scoperto ufficialmente la circolazione polmonare è stato mwaraRealdo Colombo, nel 1559.

mwariWilliam Harvey, allievo di mwarmGirolamo Fabrici, aveva eseguito una serie di esperimenti e pubblicato l'mwarqEsercitazione Anatomica de Motu Cordis et Sanguinis in Animalibus nel 1628, che ha dimostrato la connessione diretta tra i sistemi venoso e arterioso in tutto il corpo. Harvey aveva anche sostenuto che il battito del cuore produce una circolazione continua di sangue.cite-ref-12[12] Tuttavia, non era stato in grado di identificare il sistema capillare; che venne scoperto da mwarkMarcello Malpighi nel 1661.

Nel 1956, mwarsAndré Frédéric Cournand, mwarwWerner Forssmann e mwar0Dickinson W. Richards ricevettero il mwar4premio Nobel per la medicina per le scoperte riguardanti il cuore e la patologia dell'apparato circolatorio.cite-ref-13[13]cite-ref-14[14]

Note

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Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itvena, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) vein, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereftreccani-venaVena, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.